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Chi Siamo
L’associazione “San Martino – Residenze e Comunità universitari Lecco” è nata a Lecco nel marzo del 2005 per dare una risposta alle esigenze degli studenti universitari fuori sede.
L’esperienza si era avviata fin dal settembre 2004 per interessamento della Pastorale Universitaria di Lecco e di un gruppo di volontari.
Nel marzo 2009 si è proceduto ad un rinnovamento dello statuto della Associazione in linea con il consolidamento dell’esperienza e con l’ampliamento delle esigenze dei servizi
Isprirazione e scelte | Storia | Guardando avanti
Ispirazione e scelte
1. L'ESPERIENZA UNIVERSITARIA E IL SUO VALORE FORMATIVO GLOBALE
L'esperienza universitaria rappresenta una singolare occasione di formazione umana, culturale e professionale che il giovane è chiamato a vivere in modo responsabile, non solo come percorso in vista di un adeguato inserimento nel mondo del lavoro, ma anche come impegno di maturazione umana. Essa infatti non si limita alla trasmissione di alcune competenze, né si riduce ad un esigente addestramento professionale. Tutto il sapere dell’uomo è infatti risposta al senso della vita e la trasmissione del sapere si inoltra ben presto in sentieri impegnativi, dove la scienza diventa consapevole dei propri limiti e la tecnica della originaria valenza etica del proprio fare e progettare. Si scopre allora di abitare luoghi dello spirito significativi dove è possibile l’incontro con un’altra sapienza, quella di cui ci parla il Vangelo. Le Residenze intendono favorire quindi la partecipazione alla vita universitaria nelle sue varie forme e l’occasione di una maturazione globale della personalità. Grazie alla presenza di studenti dei diversi anni di corso e di differenti facoltà, le Residenze possono favorire un proficuo scambio, un tutorato informale a vantaggio dei più giovani e un più ampio confronto culturale.
2. PER COMPRENDERE L'ISPIRAZIONE CRISTIANA DELLE RESIDENZE
L’età giovanile, porta con sé l’esigenza di una ripresa critica della esperienza di fede. I giovani che si rivolgono all’Associazione condividono spesso con i loro coetanei un difficile rapporto con la vita di fede. Spesso sono i dubbi più che le certezze ad abitare la coscienza di questi giovani, e la ricerca, di conseguenza, deve essere ancora stimolata. Il progetto educativo (P.E.) dell’Associazione prende atto di questa condizione dei giovani. L'ispirazione cristiana del collegio non si esprime quindi primariamente nell'offerta (o tantomeno, nell’imposizione) di alcuni servizi religiosi. Il P.E. chiede ai suoi studenti d'essere anzitutto "pensanti", capaci di interrogarsi davanti ai grandi enigmi dell'esistenza umana, pronti a mettersi in discussione. Per questo si privilegiano al proprio interno spazi, occasioni di dialogo, confronto, parla il linguaggio della ricerca e dell'interrogazione. Un altro linguaggio sembra particolarmente eloquente: è quello della testimonianza. Far incontrare i nostri studenti con esperienze significative è un grande aiuto al loro cammino, così come la proposta di forme di servizio volontario e di solidarietà. Nel pieno rispetto dei percorsi individuali, l'ispirazione cristiana valorizza la Parola come luogo privilegiato di incontro con Dio valorizzando alcuni significativi momenti dell'anno anche in collegamento con le iniziative della chiesa locale. Così intesa l'ispirazione cristiana delle Residenze risulta aperta anche a chi non vive pienamente la fede cristiana, ma è comunque animato da autentico atteggiamento di ricerca.
3. PROTAGONISTI CERCASI
Le attività dell’Associazione e i servizi offerti sono un ambito educativo per un giovane ormai adulto. Per questo, senza cancellare il ruolo specifico degli educatori, è più adeguata alla condizione universitaria una "circolarltà", una interazione educatore-giovane. Il P.E. favorisce perciò l'assunzione di responsabilità da parte degli studenti attraverso strumenti assembleari e/o rappresentativi. Ciascuno per la sua parte collabora alla realizzazione del progetto e alla concretizzazione di questi ideali. Ai responsabili spetta anzitutto quell'impegno di saggezza che consente di cogliere e valorizzare le risorse che vengono dalle differenze e dalle peculiarità di ciascuno. Da parte degli studenti è necessario uno spirito di disponibilità e di condivisione del progetto che andrà verificato all’inizio del percorso e verificato periodicamente.
Storia
Don Carlo Luoni è arrivato a Lecco nel settembre del 2003 con l’incarico di responsabile della Pastorale universitaria. Dopo i primi contatti e un periodo di ascolto dell’esperienza è nata l’idea di cercare una risposta concreta anche per gli studenti fuori-sede. In questi anni non sono mancati riferimenti autorevoli da parte della chiesa italiana. Dal documento della CEI del 1990 sui Collegi universitari di ispirazione cristiana: “è necessario favorire, da parte delle comunità ecclesiali il sorgere e operare di case dello studente, di collegi universitari e dei servizi logistico assistenziali perché giovani che preparano il proprio avvenire possano trarre il maggior beneficio possibile dal tempo limitato della loro presenza accademica”. Anche il Vicario Generale, Mons. Redaelli, nella sua visita al Decanato di Lecco nell’anno pastorale 2006-2007 ha citato spontaneamente tra le frontiere della pastorale odierna quello dell’università e dei “fuori-sede” in Lombardia e in Diocesi di Milano.
Gli inizi
Riprendiamo alcune parole dirette del primo responsabile:
“Mons. Merisi (Vicario Episcopale della zona pastorale di Lecco) nell’ agosto 2003 mi aveva introdotto all’incarico invitandomi ad osservare e poi ad individuare qualche possibilità di inserimento nella struttura del Politecnico, dopo le presentazioni formali al Prorettore. Era una realtà nuova. I primi mesi li ho impegnati per visite ai docenti e agli studenti cercando di costruire qualche relazione. Mandai una e-mail a tutti i docenti e subito si creò qualche possibilità di relazione. Incontrai una decina di docenti con i quali nacque anche qualche piccolo idea e ipotesi di lavoro. La difficoltà più grande si è subito evidenziata nella possibilità di momenti di incontro comuni e regolari: la maggior parte dei docenti insegna a Lecco solo un giorno alla settimana e naturalmente questi giorni non coincidono. Si avviò un gruppo di studenti che si incontrava regolarmente e con i quali si cominciò ben presto a progettare qualche iniziativa (spirituale, amicale e culturale). Già alla fine del primo anno è stato realizzato un seminario sul tema della tecnica, uno scambio con un altro centro universitario (quello della Bovisa) e qualche celebrazione Eucaristica.
Dal dialogo con gli studenti man mano sono emerse queste esigenze a cui è sembrato opportuno cercare di dare una risposta.
1) proposta culturale. Offrire alcune occasioni per una formazione integrale, al di là di quella specialistica e tecnica offerta dal corso di studi.
2) proposta spirituale: individuare alcune occasioni di qualità per il sostegno alla vita spirituale (o a una sua ripresa o scoperta) in un periodo tanto importante della formazione di un giovane quanto dispersivo.
3) esigenza abitativa. Non solo c’era esigenza di abitare (trovare una casa), ma di abitare bene, vale a dire vivere la lontananza da casa (per i “fuori-sede”) come una opportunità positiva in ordine alla autonomia, alla relazionalità, alla strutturazione personale e valoriale. La semplice “spartizione” di appartamenti tra studenti non mi sembrava la risposta adeguata. In questi anni la Pastorale Giovanile Diocesana aveva preparato un convegno e poi una pubblicazione sulla vita di comunità, sulle nuove forme in cui era possibile e sulle sue potenzialità educative. Perché non prendere sul serio queste provocazioni? La proposta delle residenze era una proposta che in qualche modo rinnovava la forma “collegio”, non nuova quindi, ma da rilanciare in forme anche nuove (ed economicamente sostenibili). Anche altre cappellanie di Milano sentivano queste esigenza, tant’é vero che era stato approvato un regolamento per la residenza San Nazaro, che veniva proposto come modello anche per le altre realtà simili. Valeva la pena tentare anche a Lecco.
Per il secondo anno (2004-2005) la cosa è stata semplice. L’appartamento situato presso la parrocchia di San Carlo al Porto si prestava all’avvio della attività. I parrocchiani hanno accolto con disponibilità l’iniziativa, sono stati acquistati i mobili e per settembre 2004 la prima residenza poteva essere inaugurata. Cinque studenti iniziavano la loro avventura. Nel corso di tutti questi anni non è mai mancata la collaborazione di cooperatori della Parrocchia di Malgrate che si sono sempre resi disponibili a sostenere le attività per gli universitari.
L’iniziativa prende quota
Nel corso di questo secondo anno di attività (2004-2005) vista la positività dell’esperienza, mons. Merisi, mi aveva invitato a proseguire nell’attività, offrendomi la possibilità di utilizzare un appartamento (ormai non più utilizzato da tre anni dagli obiettori di coscienza della Caritas). Nel gennaio del 2005 mi sono recato, per questo, presso appositi uffici della Curia (i proprietari dell’immobile) per avviare le pratiche. Nel frattempo si apriva qualche possibilità di collaborazione anche con la Parrocchia di Germanedo che metteva a disposizione un appartamento per altri cinque studenti.
In quella stessa primavera (2005) si concretizzava a Lecco un progetto (Ministero della Pubblica istruzione e Ricerca, Politecnico di Milano e Univerlecco) dal titolo “Formare ingegneri stranieri in Italia”. Per quel progetto, e in vista della possibilità di offrire alloggi per un certo numero di studenti, siamo stati contattati. Assieme a noi (Pastorale Universitaria Lecco) furono presi i contatti anche col Rettore del Collegio Volta, don Gianluigi Panzeri, in ordine alla ristrutturazione e alla disponibilità di alloggi per studenti destinatari di questo progetto. Don Gianluigi Panzeri avrebbe affidato a noi la gestione diretta di queste residenze. A questo punto, col secondo anno i posti disponibili sarebbero diventati 39 di cui una metà destinata al progetto “Formare ingegneri stranieri in Italia”. La partecipazione a questo progetto si presentava come una occasione per collaborare con il Politecnico, per un progetto che stava a cuore anche alla città. Anche da parte della stampa e dell’opinione pubblica si sono poi avuti riscontri positivi per l’avvio di questa attività.
I figli crescono
Il terzo anno (2005-2006) la proposta si è andata consolidando con l’apertura di due nuove residenze una presso la Parrocchia di san Carlo e una in un appartamento messo a disposizione dalla parrocchia di san Nicolò.
Nel quarto e quinto anno (2006-2007 e 2007-2008) apertura di tre nuove residenza presso la parrocchia di san Carlo al Porto. Ora siamo in grado di dare ospitalità a più di 60 studenti universitari, raggruppati in 11 residenze. Abbiamo un buon livello di apprezzamento: tutti gli studenti italiani di solito confermano la loro presenza per l’anno successivo, a meno di una interruzione del percorso accademico. Abbiamo avuto la possibilità di dare ospitalità anche a studenti europei (progetto Erasmus o altro), e desiderosi di una proposta formativa di questo genere (circa 3-4 per anno).
Nell’aprile 2006 si è costituita l’associazione “Residenze e comunità universitari Lecco” con lo scopo di coordinare le attività di formazione, sportive, culturali per gli studenti residenti. E’ in funzione una mensa per gli studenti, luogo anche di socializzazione e di riunione per tutti gli studenti e per i volontari dell’associazione.
Nel gennaio 2008 abbiamo promosso una riunione in canonica a Lecco con la presenza del Vicario Episcopale, del Prevosto e di alcuni rappresentanti della città, del Decanato di Lecco e dell’università con lo scopo di discernere la possibilità/opportunità di dare una struttura giuridica più appropriata per la gestione di queste attività.. Avendo ricevuto un incoraggiamento e un parere favorevole abbiamo formato due commissioni una di carattere tecnico e una di carattere educativo per formalizzare una nuova proposta. È stato interpellato per una valutazione complessiva anche il Vicario della Pastorale universitaria Mons. Pagani che ha dato parere favorevole, ad una Associazione sganciata dalla responsabilità diretta della Pastorale Universitaria Diocesana. Nel dicembre 2008 si è svolta in Curia una riunione con la presenza dell’Avvocato Generale della Diocesi e del responsabile del Ufficio Amministrativo che hanno dato via libera all’operazione. Nel marzo del 2009 si è giunti ad una revisione dello statuto dell’Associazione, al rinnovo delle cariche associative e all’elezione del nuovo Presidente nella persona del Prof. Tagliaferri che guida ora con competenza e passione l’associazione”.
Guardando avanti
Acquisita una configurazione giuridica adeguata e stabile, l’Associazione si presenta come un punto di riferimento qualificato per gli studenti universitari del polo di Lecco.
L’impegno per i prossimi anni mirerà a: - Consolidare un tessuto di accoglienza e di relazioni che favorisca e accompagni il cammino formativo degli studenti.
- Arricchire gli stimoli e le proposte per una crescita culturale integrale.
- Radicare la sua presenza sul territorio, costruendo inter-relazioni e promuovendo sinergie con le varie realtà operanti nel mondo universitario.
- Partecipare alla vita e alle attività dell’Associazione Nazionale Collegi e Residenze universitari. Tutto questo conservando il tratto e lo spirito originario, che vedono nel servizio di volontariato e nel protagonismo degli studenti le energie che alimentano la vita della Associazione.